Il bacino idrico di Villa del Ferro
In Val Liona, nella strada che congiunge il centro storico di Villa del Ferro al borgo di Campolongo, si trova un piccolo laghetto artificiale, denominato “bacino di San Germano” o “laghetto di Villa del Ferro”.
Si tratta di un bacino idrico, creato alla fine degli anni ‘70 per contenere le piene dello scolo della Liona e nello stesso tempo anche come scorta di acqua per l’irrigazione dei campi in caso di siccità.
E’ diventato nel tempo un sito di notevole importanza naturalistica per la presenza sia di un’estesa superficie d’acqua permanente, che soprattutto di una consistente fascia perimetrale di vegetazione palustre.
Il canneto, creatosi nel tempo all’interno del bacino lacustre, costituisce un habitat ormai estremamente raro sia nell’ambito dei Colli Berici (dove il Lago di Fimon ha purtroppo ormai perduto gran parte del suo valore ecologico di area umida per la estrema riduzione proprio della tipica vegetazione palustre che lo caratterizzava fino a pochi anni fa), che nell’intera provincia di Vicenza.
Durante la primavera e l’autunno, come pure in inverno, il bacino è visitato da un numero molto elevato di specie di anfibi e di uccelli, questi ultimi rispettivamente migratori e/o svernanti, anche piuttosto rari in provincia di Vicenza, quali ad esempio il Falco pescatore, l’Albanella reale, il Mignattino, il Fenicottero e la Ghiandaia marina, che tra l’altro nidifica nella stessa Val Liona non lontano dal Bacino, uno dei pochissimi siti riproduttivi noti nell’intero Vicentino.
E’ interessante osservare che il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova fra il 2014 e il 2021 ha compiuto uno studio sulle modalità di migrazione della popolazione nidificante di Cannareccione, un uccello che nidifica in particolare nei canneti del bacino di Villa del Ferro e che migra in autunno per circa 5.000 km fino in Africa occidentale, attraversando l’intera penisola italiana, il Mediterraneo, la Tunisia/Algeria, il deserto del Sahara, per giungere in Costa d’Avorio, per poi tornare al bacino in primavera (vedi cartina qui sotto). I risultati sono stati presentati durante un convegno zoologico dal titolo “VicenzaFauna2021” il 26 novembre 2021 al Museo Naturalistico Archeologico di Vicenza (clicca qui per scaricare l’estratto degli atti che parla dello studio succitato – clicca qui per scaricare l’intero documento degli atti del convegno).
Trascorrendo qualche ora intorno al bacino, è possibile verificare come i canneti presenti ospitino popolazioni molto consistenti anche di altre specie legate a questi habitat, divenute ormai rare sia in ambito berico che nell’intero vicentino: in particolare il Tarabusino, la Folaga e non ultimo il Martin Pescatore.
Le specie più presenti durante tutto l’anno sono l’Airone guardabuoi, la Cannaiola comune e la Rondine.
Il bacino, frequentato da pescatori toscani, emiliani e lombardi, è diventato un famoso “hot spot” grazie alla quantità e varietà dei pesci presenti, tra cui il Luccio, il Persico trota, la Carpa, la Tinca e l’Anguilla, nonché le piccole specie più comuni.
Nelle molte recensioni sui vari siti di pesca, il bacino è riconosciuto come un posto pescoso, tranquillo, panoramicamente bello e soprattutto sicuro.
Il perimetro, lungo circa 1 Km, è costituito da argini sicuri e ben conservati, percorribili a piedi o in bicicletta; occorre prestare un po’ di attenzione solo nel lato est, dove il bacino costeggia la Liona.
Nel Bacino è vietata la pesca da natante, mentre è consentito l’uso del belly boat.
La gestione del sito è affidata all’Associazione “BACINO PESCA ZONA B” (libera associazione di pescatori dilettanti e sportivi con sede a Vicenza), in forza di concessione per pesca sportiva dilettantistica e cura dell’ambiente.
Per info: Acque in concessione – Bacino Pesca B Vicenza

Testo scritto con la collaborazione con Giovanni Zanella, consigliere Associazione Bacino Pesca B
Dati informativi
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Numero di telefono+39 338 6663438
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Indirizzo
Via S. Antonio – Villa del Ferro / Val Liona
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Emailinfo@bacinopescabvicenza.it
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Pagina Facebook
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Sito internet
Immagini
Cannareccione (Acrocephalus arundinaceus)
Airone guardabuoi (Bubulcus ibis)
Cannaiola comune (Acrocephalus scirpaceus)
Cinciallegra (Parus major)
Cormorano (Phalacrocorax carbo)
Folaga (Fulica)
Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus)
Germano reale (Anas platyrhynchos)
Martin pescatore (Alcedo atthis)
Rondine (Hirundinidae)