Il Campanile di San Germano
Da una foto suggestiva, scattata a dicembre 2025 dal nostro Luca Giacomin, vogliamo prendere spunto per parlare di campanili, campane e suonatori, per poi soffermarci sul Campanile di San Germano.
UN PO’ DI STORIA…
Partendo da lontano, il termine campana sembra derivi da bronzo campano (aes campanum), in quanto prodotto in origine nella regione omonima campana.
Senza avventurarci troppo nel passato in cui si menzionano le campane in epoca romanica sin dal V sec. A.C., è indubbio che l’arte campanaria si è sviluppata nell’era Cristiana.
Sappiamo che nei secoli VII e VIII si cominciarono a fondere le campane in bronzo, con una lega composta da quattro parti di rame e una di stagno, a cui alcuni secoli dopo fu aggiunto dai fonditori italiani anche l’antimonio, per rinforzare il suono.
Nel Medioevo si distinsero soprattutto i fonditori toscani (di Pisa, Luca e Firenze). Molte delle campane delle cattedrali italiane datano dal XVI secolo.
Le campane sono per il servizio del culto e servono a chiamare i fedeli alle sacre funzioni, ad esortarli alla preghiera in determinate ore del giorno e in varie occasioni, per i defunti, nei temporali.
La Chiesa chiede che le campane siano consacrate e benedette, un rito questo che risale al sec. VIII.
Le usanze e credenze relative alle campane costituiscono un aspetto interessante della tradizione popolare. L’efficacia del suono delle campane per scongiurare la grandine ha assunto in varie località differenti modi di manifestazioni.
Gli usi popolari del suono caratterizzano ad esempio il Battesimo e la morte. Il sesso del battezzato si può distinguere dal diverso suono delle campane: così per un maschio si usa suonare la campana grande e per la femmina la piccola; anche la durata dello scampanìo è maggiore nel primo caso che nel secondo; essa dipende talvolta anche dalla maggiore generosità del padrino verso il campanaro…
Più ricca varietà di usi presenta il suono della campana per la morte; le differenze servono a distinguere sia l’età che il sesso. Per esempio è molto diffusa l’usanza di suonare a festa per la morte di un bimbo: si dice “suonare ad angelo”; per quella di una persona anziana il primo scampanìo è più lungo. Quanto al sesso, in genere, per un uomo si usa un maggior numero di rintocchi che per una donna (12 nel primo caso, 9 nel secondo).
Il Campanile è una costruzione a sé stante o incorporata nella chiesa e destinata a portare le campane ad un’altezza conveniente per una migliore espansione del suono. Quando si diffuse l’uso delle campane (VIII e IX secolo) si innalzarono costruzioni adatte a portarle.
Il Codice Giuridico Canonico vuole che in ogni chiesa e pubblico oratorio sia provvista di una o più campane.
IL CAMPANILE DI SAN GERMANO fu terminato nella seconda metà del 1700: sopra la porta d’ingresso un’iscrizione su pietra riporta la data 1757 e la scritta GTP – AT…
Il campanile si erge per ben 37 metri su di una base esterna di mt 3,60 x 3,60, una bellissima struttura d’angolo fatta di blocchi di pietra bianca di Vicenza ben squadrati, porta fino alla cella campanaria, di notevole fattura e valore architettonico; su di essa poggia la copertura in rame e zinco, sostenuta da traverse in ferro; su tutto domina la croce con bandiera.
L’insieme risulta armonico ed elegante, grazie anche all’utilizzo della pietra bianca, di cui la Val Liona ricca.
All’epoca si decise l’acquisto di tre campane da porre nella cella campanaria a completamento dell’opera.
Le campane svolsero un importante servizio, scandendo con il loro suono il vario dispiegarsi della giornata, dall’alba al tramonto, diffondendo nella valle, ora con la loro voce festosa i momenti di gioia e di festa, ora con suoni lunghi e cupi i momenti di tristezza e di lutto; furono utilizzate per i riti religiosi dell’anno liturgico, ma anche per funzioni civili, il rintocco delle campane in un particolare momento della giornata serviva per chiamare gli addetti alla raccolta dei sassi (quando scarseggiavano), indispensabili per costruire le vecchie scuole elementari, che furono inaugurate nel 1895.
Nel 2° decennio del ‘900 la comunità di San Germano decise di far fondere un concerto di 5 campane in sostituzione di quelle allora in uso ormai consunte. L’impegno economico era gravoso, tanto che per fronteggiarlo i capi famiglia riuniti decisero di autotassarsi versando una somma di denaro, “la Tassa”, alla parrocchia, la minima di 35 schei e la massima di 75 schei. La solenne inaugurazione avvenne il 20 luglio 1913, alla presenza del Vescovo di Vicenza mons. Ridolfi, il quale arrivò con un’automobile che pochissimi conoscevano o avevano visto così da vicino.
Negli anni successivi l’efficienza delle campane risultò gravemente compromessa, probabilmente dovuta a qualche difetto di fabbricazione o di cattiva qualità della lega utilizzata nella fusione.
Nel 1925 la comunità di San Germano decise di affidare alla fonderia Cavadini di Verona, appartenente ad una stimata ed esperta famiglia di fonditori di campane, il compito di fondere nuovamente le 5 campane, aumentandone anche lo spessore e quindi il peso. Il 18 ottobre 1925 venne organizzata la solenne inaugurazione, con un concerto a cui partecipò la Società Campanaria di Santa Anastasia di Verona, diretta dal maestro Pietro Sancassani, che giunse a San Germano in bicicletta. Bellissimo il racconto conservato nel suo diario: “Altri 50 chilometri ciclistici, in piano fino a S. Germano dei Berici, senza stanchezze, essendo i componenti tutti giovani, che si divertirono assai, ma una fame da lupi fra una immensa distribuzione di pastasciutta da sbalordire. Il vino poi, bevuto in quei tre giorni, deve avere asciugato le risorse di quel buon popolo, al quale il parroco andava ad attingere; ma lo diedero volentieri e con generosità per compensarci della nostra bravura nel suonare quelle campane a concerto, poiché in nessuno dei tanti paesini circostanti, avevano più di tre campane. Gran saluto dolente, ci diedero quelle campane, lungo tutto il nostro ritorno”.
Fu proprio una gran festa, che durò per tre giorni, con l’immensa soddisfazione della comunità locale per un’eccellente esecuzione del concerto che suscitò nell’animo di molti giovani sangermanesi l’entusiasmo di emulare il bravo gruppo di campanari giunti da Verona, imparando quest’arte, prima sottovalutata; l’orgoglio non permetteva loro di lasciare che il concerto di campane restasse muto a causa della loro incuria, privando così il paese e le zone circostanti della dolcezza e del fascino che infondevano nell’animo degli ascoltatori la voce delle campane.
Da quel giorno esse scandirono con i loro rintocchi puntuali i momenti salienti vissuti dalla comunità, annunciando al mattino il nuovo giorno, alla sera l’avanzare dell’oscurità, chiamando a raccolta i devoti nelle solenni celebrazioni, nei momenti di festa e di emergenza civile.
Esattamente 70 anni dopo, nel 1995, il campanile di San Germano si è arricchito di una ulteriore campana, detta la “Sestina”, per formare così un concerto di sei.
Seppure non sia mai esistita a San Germano una vera e propria Squadra Campanaria, è bene ricordare i nomi dei suonatori che nei decenni scorsi hanno contribuito a mantenere vivo il loro campanile: Zorzetto Francesco (detto Checco Sofia), Trestini Giuseppe (detto Bepi o Moro Stefano), Zorzetto Giovanni (detto Nani Sofia), Gobbo Angelo (detto Angelin), Zorzetto Giuseppe (detto Bepi Sofia), Pasqualin Bruno (detto Bruno Metrio) e in quest’ultimo trentennio, ancora in attività, Ruggero Godalli, suonatore instancabile, paziente, ostinato ed entusiasta dell’arte campanaria.
Descrizione tratta dal libretto “Le campane i suonatori il campanile” fatto stampare dalla Parrocchia di San Germano nel 1995 in occasione dell’inaugurazione della Sestina
Dati informativi
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Indirizzo
Via Roma, 74 – San Germano dei Berici (Val Liona)