227° Triduo di Grancona – Anno 2026
la storia del triduo e il programma dell’edizione 2026
ORIGINI DEL TRIDUO
Eravamo alla fine di agosto dell’anno 1799 e le faticose giornate della popolazione contadina stavano accorciandosi concedendo anche un po’ di frescura, quando arrivò dal gardesan un furioso temporale. Una striscia tempestosa salì su per i Berici dalla Vanderia e le Graone in quel di Meledo, devastò la piana delle Ca’ Lombarde tra il Monte Caldiero e il Mazzabò scaricando tutta la sua violenza attorno alla piccola e vecchia chiesetta del Castellaro di Grancona; discese al Corrubio fin quasi a Pederiva e andò a dipanarsi tra il Monte della Vajina e il Cul del Sacco. Non rimase in piedi alcuna coltura, case e stalle scoperchiate con vari morti, non solo di bestiame, ma anche fra i “cristiani”.
Questo deve essere stato il triste epilogo che il parroco di allora si trovò davanti e che circa un secolo dopo (21 settembre 1902) venne trascritto in occasione di una visita pastorale:
“In questo anno si istituisce un triduo solenne in suffragio dei morti in memoria di una terribile grandinata che gli ultimi d’agosto di questo anno stesso devasta il territorio della parrocchia. Triduo che nei primi anni conservò il suo vero spirito cristiano di pietà inverso dei morti, ma che presto causa forse il concorso dei forestieri attirati dalla curiosità di vedere una gran tettoia di lenzuola sotto della quale si predicava perché angusta la chiesa, degenerò in un tempo di divertimento in un baccanale non lungi dalla chiesa e dagli anni addietro v’erano dalle 25 alle 30 Messe”.
Per lunga tradizione i parrocchiani partecipano al “Triduo dei Morti” che si tiene ininterrottamente da 226 anni l’ultima domenica di agosto; in particolare si rispetta il secondo giorno (il lunedì) con una sentita partecipazione liturgica presso il locale cimitero. Ma per il resto si è sempre cercato di festeggiare pur non mancando anche nelle cronache di questa storia alti e bassi.
L’originaria “tettoia di lenzuola” sembra oggi essere ricordata dalla grande bianca struttura della Pro Val Liona che protegge le varie iniziative accogliendo visitatori, ospiti e turisti che sempre più accorrono da ogni parte del vicentino e dai luoghi di emigrazione.


PROGRAMMA EDIZIONE 2026








PROGRAMMA RELIGIOSO
